Voto: 3,5/5 - anno di stampa: 2008 - prodotto da Amanda Shires, David Henry e Rod Picott
È ufficiale, mi piacciono i dischi della cantanti-violiniste.
Questo disco di Amanda Shires è una piacevole sorpresa, bel dischetto autoprodotto, ben suonato, ben cantanto, con alcune belle canzoni, altre un po’ così così, ma sicuramente un bel prodotto finito.
Amanda canta (bene) e suona il violino in tutte le canzoni e sono il marchio di fabbrica del disco della texana.
Peccato per alcuni passaggi leggermente a vuoto, che risultano un poco noiosi, perché altrimenti il disco sarebbe veramente gradevole. Non un capolavoro, ma un disco ben costruito e piacevole, sia nelle ballate, sia nelle canzoni più ritmate.
L’inizio è molto piacevole, con la doppietta “Upon hearing violins” e “Unwanted things”, ma la mia preferita rimane “Angels and acrobats”, piccola gemma di Rod Picott (già presente nel suo Stray dogs) che Amanda valorizza con la sua voce e con un arrangiamento country-folk con tanto di pedal-steel che la rendono il brano migliore del disco e una canzone che andrebbe pubblicizzata!!
Questo disco di Amanda Shires è una piacevole sorpresa, bel dischetto autoprodotto, ben suonato, ben cantanto, con alcune belle canzoni, altre un po’ così così, ma sicuramente un bel prodotto finito.
Amanda canta (bene) e suona il violino in tutte le canzoni e sono il marchio di fabbrica del disco della texana.
Peccato per alcuni passaggi leggermente a vuoto, che risultano un poco noiosi, perché altrimenti il disco sarebbe veramente gradevole. Non un capolavoro, ma un disco ben costruito e piacevole, sia nelle ballate, sia nelle canzoni più ritmate.
L’inizio è molto piacevole, con la doppietta “Upon hearing violins” e “Unwanted things”, ma la mia preferita rimane “Angels and acrobats”, piccola gemma di Rod Picott (già presente nel suo Stray dogs) che Amanda valorizza con la sua voce e con un arrangiamento country-folk con tanto di pedal-steel che la rendono il brano migliore del disco e una canzone che andrebbe pubblicizzata!!
