Voto: 4/5 - anno di stampa: 2009
A un anno da Warpaint album, i Black Crowes confermano la ritrovata vena anni 90 e anzi, se ne escono con un secondo grande live dopo Frek’n’roll e non è cosa da poco, se si considera che nonostante siano, al momento, uno dei migliori live act d’America, la loro discografia live sia piuttosto scarna.
Ok, esistono gli istant live per far felici i fan più accaniti, ma la discografia ufficiale è un’altra cosa…
Questa versione live del bellissimo Warpaint rende ancora più grandi le sue canzoni: versioni tirate, allungate in jam chitarristiche perfette, piano in sottofondo.
Sono sincero, ero scettico. Avendo assistito a un concerto del Warpaint tour, ammetto che sono venuto via dall’arena non soddisfatto come lo sono ora. Forse era colpa mia, ma in questo disco c’è una carica rock veramente non indefferente.
Non c’è solo il rock, ovviamente, ci sono tutti le caratteristiche dei Crowes, le stesse già emerse in Warpaint ovviamente, ma rese al massimo.
Non so se questo è il loro disco migliore, forse pecca dell’originalità di Amorica o Southern Harmony, ma è un disco bello, che non annoia mai, che ogni volta che lo si riascolta si scopre qualcosa di nuovo e di bello.
A differenza di Freak’n’roll, che era il coronamento della loro carriera concertistica, con tutti i loro grandi successi, qua non ci sono hit storici, neppure nel disco due, ma non importa, vengono valorizzate le loro canzoni nuove, gli hit del dopo riunificazione.
E anche la scelta delle cover si mantiene su questo tenore, canzoni di Stones e Clapton, ma non canzoni strafamose.
Un istant live di lusso.
A un anno da Warpaint album, i Black Crowes confermano la ritrovata vena anni 90 e anzi, se ne escono con un secondo grande live dopo Frek’n’roll e non è cosa da poco, se si considera che nonostante siano, al momento, uno dei migliori live act d’America, la loro discografia live sia piuttosto scarna.
Ok, esistono gli istant live per far felici i fan più accaniti, ma la discografia ufficiale è un’altra cosa…
Questa versione live del bellissimo Warpaint rende ancora più grandi le sue canzoni: versioni tirate, allungate in jam chitarristiche perfette, piano in sottofondo.
Sono sincero, ero scettico. Avendo assistito a un concerto del Warpaint tour, ammetto che sono venuto via dall’arena non soddisfatto come lo sono ora. Forse era colpa mia, ma in questo disco c’è una carica rock veramente non indefferente.
Non c’è solo il rock, ovviamente, ci sono tutti le caratteristiche dei Crowes, le stesse già emerse in Warpaint ovviamente, ma rese al massimo.
Non so se questo è il loro disco migliore, forse pecca dell’originalità di Amorica o Southern Harmony, ma è un disco bello, che non annoia mai, che ogni volta che lo si riascolta si scopre qualcosa di nuovo e di bello.
A differenza di Freak’n’roll, che era il coronamento della loro carriera concertistica, con tutti i loro grandi successi, qua non ci sono hit storici, neppure nel disco due, ma non importa, vengono valorizzate le loro canzoni nuove, gli hit del dopo riunificazione.
E anche la scelta delle cover si mantiene su questo tenore, canzoni di Stones e Clapton, ma non canzoni strafamose.
Un istant live di lusso.

