Voto: 3/5 - anno di stampa: 2008 - prodotto da Jackson Browne e Paul Dieter
Dopo una doppia raccolta e un doppio album live acustico (ottimi), il buon Jackson Browne torna con un disco da studio dal discusso The niked ride home (che però aveva almeno 2 buoni pezzi).
Purtroppo la parabola discendente del cantautore californiano non ha subito variazioni neanche stavolta e la discografia post anni 70 continua a mantenersi su livelli medi: alcune buoni canzoni, molto mestiere, nel complesso dischi senza infamia e senza lode.
La title track è una canzone Jackson Browne al 100%, bel motivetto, ben cantanta, molto carina.
Così come orecchiabile e piacevole è Going down to Cuba, una canzone fresca.
Una buona presenza l’hanno anche le canzoni di protesta, soprattutto contro il governo Bush e la guerra in Iraq. L’impegno politico di Browne è noto fin dai tempi di No Nukes e qui torna i maniera molto massiccia.
The drumes of war, Where were you sono due classiche canzoni in cui il testo ha la prevalenza sulla musica, che fa da semplice accompagnamento; anzi è maggiore la musicalità delle parole che non della musica stessa. È evidente che la loro funzione è quella.
Il resto sono più o meno riempitivi, o canzoni che comunque nulla lasciano in più alla discografia, immensa, di Jackson Browne.
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