domenica 26 luglio 2009

MERCY - SAM BAKER

Voto: 4,5/5 - anno di stampa: 2004 - prodotto da Sam Baker

Quando ascoltai per la prima volta questo disco, dopo anni, da quando ho una collezione di dischi che si può chiamare tale, forse, ho ascoltato per due volte di fila lo stesso disco.
Il merito è tutto di Mercy di Sam Baker, cantautore texano, che nel 2004, alla non più promettente età di 51 anni ha deciso di incidere il suo primo album. E ad ascoltarlo direi che si è messo proprio d’impegno.
Un disco bello, caldo, semplice, acustico, con un accompagnamento che però lo fa sembrare un album solista, americano nel senso bello del termine. Potrebbe essere la colonna sonora di un vecchio film con Henry Fonda.
Sono stato qualche giorno prima al suo concerto a Spazio Musica, l’atmosfera era molto piacevole e familiare. La simpatia un po’ alcolica di Sam è divertente. E soprattutto le sue canzoni sono belle.
Inutile elencarne doti o particolarità dell’una o dell’altra, è la completezze e la compattezza del disco nel suo insieme l’arma vincente.
Per fortuna a 51 anni non ha deciso di smettere dopo solo una fatica e a breve è uscito l’ottimo Pretty world, ma questa è un’altra storia.

mercoledì 15 luglio 2009

LUCKY TOWN - BRUCE SPRINGSTEEN

Voto: 3,5/5 - anno di stampa: 1992 - prodotto da B. Springsteen, J. Landau, C. Plotkin

La sfortuna di questo disco è quello di essere uscito insieme a quello che è universalmente considerato (ma lo è ancora?) il più brutto album della storia del Boss.
Purtroppo non avere la E street band a suonarci, così come nel seguente tour, al momento ha creato disturbi in molti, ma in periodo di rivisionismo si può ben dire che questo è un bel disco, onesto, senza compromessi.
Un disco senza fronzoli, senza super arrangiamenti, suonato e registrato probabilmente di fretta mentre il gemello Human touch era già in stampa. Eppure un disco unitario, dal suono semplice ma compatto, un disco dove sono soprattutto le canzoni ad essere protagoniste, forse l’ultimo di Springsteen ad esprimere un’idea così efficace (The Rising ha un’altra storia dietro).
Inutile soffermarsi troppo sulle canzoni.
Better days è forse la miglior canzone dei due album, un classico immediato. Stesso discorso per If I should fall behind, canzone bellissima, dal testo unico e commovente.
A me personalmente piace molto anche un brano minore come Leap of faith, canzone orecchiabile e da canticchiare e poi il gran finale di My beatiful reward.
Sono state fatte scelte coraggiose in quegli anni: dopo 5 anni di silenzio, dopo essere stati in cima al mondo, si manda in pensione anticipata la band che praticamente era parte integrante dell’artista stesso, perché si avvertiva, come ogni artista dovrebbe sempre fare, il bisogno di rinnovarsi, di confrontarsi con nuove sfide.
Ora, non dico che anche oggi questo passo sia inevitabile, ma almeno a me manca questa voglia di continuare a sfidarsi, il silenzio e l’incertezza nel futuro che erano presagi di grandi novità.
Però almeno allora sul mercato girava questo Lucky town, che ok, all’epoca fu mezzo stroncato da critici e fan, ma che adesso posso dire con certezza che è un punto fermo di una grande carriera; non so se se tra 15 anni cambierò idea sui dischi più recenti
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