Voto: 3,5/5 - anno di stampa: 1992 - prodotto da B. Springsteen, J. Landau, C. Plotkin
La sfortuna di questo disco è quello di essere uscito insieme a quello che è universalmente considerato (ma lo è ancora?) il più brutto album della storia del Boss.
Purtroppo non avere la E street band a suonarci, così come nel seguente tour, al momento ha creato disturbi in molti, ma in periodo di rivisionismo si può ben dire che questo è un bel disco, onesto, senza compromessi.
Un disco senza fronzoli, senza super arrangiamenti, suonato e registrato probabilmente di fretta mentre il gemello Human touch era già in stampa. Eppure un disco unitario, dal suono semplice ma compatto, un disco dove sono soprattutto le canzoni ad essere protagoniste, forse l’ultimo di Springsteen ad esprimere un’idea così efficace (The Rising ha un’altra storia dietro).
Inutile soffermarsi troppo sulle canzoni.
Better days è forse la miglior canzone dei due album, un classico immediato. Stesso discorso per If I should fall behind, canzone bellissima, dal testo unico e commovente.
A me personalmente piace molto anche un brano minore come Leap of faith, canzone orecchiabile e da canticchiare e poi il gran finale di My beatiful reward.
Sono state fatte scelte coraggiose in quegli anni: dopo 5 anni di silenzio, dopo essere stati in cima al mondo, si manda in pensione anticipata la band che praticamente era parte integrante dell’artista stesso, perché si avvertiva, come ogni artista dovrebbe sempre fare, il bisogno di rinnovarsi, di confrontarsi con nuove sfide.
Ora, non dico che anche oggi questo passo sia inevitabile, ma almeno a me manca questa voglia di continuare a sfidarsi, il silenzio e l’incertezza nel futuro che erano presagi di grandi novità.
Però almeno allora sul mercato girava questo Lucky town, che ok, all’epoca fu mezzo stroncato da critici e fan, ma che adesso posso dire con certezza che è un punto fermo di una grande carriera; non so se se tra 15 anni cambierò idea sui dischi più recenti.
Purtroppo non avere la E street band a suonarci, così come nel seguente tour, al momento ha creato disturbi in molti, ma in periodo di rivisionismo si può ben dire che questo è un bel disco, onesto, senza compromessi.
Un disco senza fronzoli, senza super arrangiamenti, suonato e registrato probabilmente di fretta mentre il gemello Human touch era già in stampa. Eppure un disco unitario, dal suono semplice ma compatto, un disco dove sono soprattutto le canzoni ad essere protagoniste, forse l’ultimo di Springsteen ad esprimere un’idea così efficace (The Rising ha un’altra storia dietro).
Inutile soffermarsi troppo sulle canzoni.
Better days è forse la miglior canzone dei due album, un classico immediato. Stesso discorso per If I should fall behind, canzone bellissima, dal testo unico e commovente.
A me personalmente piace molto anche un brano minore come Leap of faith, canzone orecchiabile e da canticchiare e poi il gran finale di My beatiful reward.
Sono state fatte scelte coraggiose in quegli anni: dopo 5 anni di silenzio, dopo essere stati in cima al mondo, si manda in pensione anticipata la band che praticamente era parte integrante dell’artista stesso, perché si avvertiva, come ogni artista dovrebbe sempre fare, il bisogno di rinnovarsi, di confrontarsi con nuove sfide.
Ora, non dico che anche oggi questo passo sia inevitabile, ma almeno a me manca questa voglia di continuare a sfidarsi, il silenzio e l’incertezza nel futuro che erano presagi di grandi novità.
Però almeno allora sul mercato girava questo Lucky town, che ok, all’epoca fu mezzo stroncato da critici e fan, ma che adesso posso dire con certezza che è un punto fermo di una grande carriera; non so se se tra 15 anni cambierò idea sui dischi più recenti.
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