
Voto: 4/5 - anno di stampa: 2007 - prodotto da Lyle Lovett
Ammetto, e premetto, di non avere altri dischi di Lovett e di essere stato spinto all’acquisto di questo un po’ per le buone recensioni lette, un po’ perché non potevo venire via da Austin senza un suo disco.
Lo conoscevo come cantautore country e invece l’inizio è addirittura uno standard jazz di Lester Young, in cui la Large Band può dare libero sfogo agli strumenti e scaldardi. Niente male come inizio, anche se un po’ spiazzante per un novizio come me.
Diciamo che la prima canzone è quasi una intro, poi il disco vira subito verso i 7 minuti cantautorali di I will rise up/Ain’t no more cane (brano per metà suo e per metà tradizionale) e via via verso il Lovett che mi immaginavo.
Non c’è una brutta canzone, da All Downhill, che parla dei colleghi Joe Ely, John Hiatt and Guy Clark e della sorpresa che il successo a volte porta e l'incertezza che ogni esecutore deve occuparsi di tanto in tanto, a South Texas Girl, con la partecipazione dello stesso Clark, a Up in Indiana, la mia preferita.
Il disco è quasi perfetto, cantato e suonato alla grande, ma su questo non avevo dubbi. Manca quello che potrebbe essere un grande successo, ma è riuscito a conquistare lo stesso nuovi adepti, come me!
Certo che anche la Lost Highway non sbaglia a produrre un disco!!
Lo conoscevo come cantautore country e invece l’inizio è addirittura uno standard jazz di Lester Young, in cui la Large Band può dare libero sfogo agli strumenti e scaldardi. Niente male come inizio, anche se un po’ spiazzante per un novizio come me.
Diciamo che la prima canzone è quasi una intro, poi il disco vira subito verso i 7 minuti cantautorali di I will rise up/Ain’t no more cane (brano per metà suo e per metà tradizionale) e via via verso il Lovett che mi immaginavo.
Non c’è una brutta canzone, da All Downhill, che parla dei colleghi Joe Ely, John Hiatt and Guy Clark e della sorpresa che il successo a volte porta e l'incertezza che ogni esecutore deve occuparsi di tanto in tanto, a South Texas Girl, con la partecipazione dello stesso Clark, a Up in Indiana, la mia preferita.
Il disco è quasi perfetto, cantato e suonato alla grande, ma su questo non avevo dubbi. Manca quello che potrebbe essere un grande successo, ma è riuscito a conquistare lo stesso nuovi adepti, come me!
Certo che anche la Lost Highway non sbaglia a produrre un disco!!
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