
Voto: 4/5 - anno di stampa: 2008 - prodotto da Brendan O'Brian
13 anni di silenzio sono un’eternità, eppure gli AC/DC sono ripartiti da dove si erano fermati.
Dal loro rock a tutto volume, chitarre a tutto spiano, ritmica pulsante, voce di cartavetra.
Il nuovo "Black ice" è quanto di più nello stile degli AC/DC sia possibile.
Ok, lo so, questo è il loro difetto peggiore: sono ripetitivi fino al limite. Eppure riescono a rifare lo stesso disco da 25 anni e non annoiare. Non è un pregio questo?
Innanzi tutto una nota doverosa: l’abum è prodotto benissimo. E ciò fa pensare che Brendan O’Brian sia bravissimo (ma che non lo fosse lo dubitavano in pochi) solo che con la musica di Springsteen c’entri proprio poco…
E poi ci sono le canzoni, semplici, orecchiabili, da battere il ritmo quando le ascolti e da ballare quando le senti dal vivo.
3-4 minuti l’una, non di più, riff di chitarra all’inizio, strofa e ritornello accompagnati dalle chitarre dei fratelli Young e assolo: formula vincente non si cambia.
"Rock’n roll train" è la classica hit radiofonica di facile impatto, l’ennesima da aggiungere a una lista che poche band possono permettersi.
E poi via via tutte le altre, come già detto motivi orecchiabili come "Big Jack" o "She like rock’n roll" e pezzi veramente belli come "Decibel" o "Anything goes".
È meno facile di quello che si pensi non fare nulla per 13 anni e ritornare con un buon disco, far felici i vecchi fans e magari trovarsene di nuovi.
Sono tornati facendo quello che sanno fare meglio, divertire il loro pubblico con del rock’n roll. Gli snobbini con la puzza sotto il naso vadano ad annoiarsi da un’altra parte!
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